Sono stesa a letto un po’ alticcia col pc sulla pancia e un tizio che mi russa a trenta centimetri. No: contrariamente a quanto potrebbe sembrare, non ho ancora toccato il fondo.
Il fondo lo toccherò tra cinque minuti, quando deciderò che è venuto il momento di cercare i vecchi compagni delle medie su Facebook. Cerco di riportare alla memoria situazioni e nomi antichi di vent’anni (e quasi sverrei, se non fossi sdraiata), e compilo avidamente il box di ricerca.
Di quei vecchi compagni amati e odiati ne trovo solo uno, anzi due. Uno si è fatto carino, ci scambio quattro parole. L’altra è rimasta la stessa: la riconosco da una foto seppiata, sfuocata, buia, in cui appare di profilo. La riconosco subito, manco fosse mia madre.
Lei vede le mie foto. Dice “sei proprio tu?” (forse pensa “che cazzo vuoi”). Mi dice che non mi avrebbe mai riconosciuto, mi dice “sei bellissima”.
Io alle medie ero un cesso con gli occhiali. Io alle medie andavo dietro al più carino della scuola (senza mezzi, ma con grande dignità). Io alle medie abitavo in provincia (e parliamo degli anni ‘80, non so se mi spiego ) e non avevo un cazzo di vestito firmato. Io alle medie ero tagliata fuori.
Con questa degna consapevolezza, la mia ricerca può continuare, che Facebook per me è un servizio sociale. La riscossa dei quattr’occhi, la rivincita dei Nerd. Sappiatelo tutti che sono meglio di allora. Fottetevene tutti, del fatto che sono meglio di allora. Adesso cerco il più carino della scuola e scopro che non c’è. Vent’anni dopo, è sempre bello forse, ma tagliato fuori. Dopo di lui sarà il turno della compagna brufolosa, di quello che mi palpeggiava nella camera oscura (luce rossa), del vicino di casa con cui giocavo.
Oh, questa è gente che è esistita mentre io mi facevo i cazzi miei. Questa è gente che mi ha dimenticato finché non sono arrivata a rompergli le balle. Questa è gente che per me è come avesse undici anni. Questa è gente pescata nel mucchio del database più ammucchiato che ci sia. Questa è gente che vado a sfrucugliare senza averne il diritto. Questa in fondo sono io, e mi fa un pochino male.
Ecco ora mentre scrivo, un messaggio è in arrivo: “Quando hai tempo parliamo un po’”.
Sono stesa a letto un po’ alticcia col pc sulla pancia e un tizio che mi russa a trenta centimetri di distanza. No: contrariamente a quanto potrebbe sembrare, non ho ancora toccato il fondo. Questo perché non ho ancora cominciato a cercare i compagni delle medie su Facebook.
Tags: audacia ci piace, facciamoci del male, facebook servizio sociale

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[...] sono io per farvi le pulci. [”Questa
…non studio, non lavoro, non guardo la tv, non vado al cinema, non faccio sport. Io sto bene, io sto male, io non so come stare….
Un tizio?
Tutto qua?
Faccialibro è cmq terribile…
prima o poi ci cancelleremo tutti.
sono arrivato appena a quelli dell’università. sono lontano dall’apocalisse
Come non sottoscrivere Bk.
anche io occhialuta bruttarella pure un poco cozza alle medie…e dopo qualche anno tutti a chiedermi di uscire! non c’è giustizia a questo modo!! ecccheccavolo!
bacio