Parliamoci chiaro: i buoni propositi non servono a nulla. E’ inutile sperare di poter cambiare qualcosa di se stessi e della propria vita solo quando ci ricordiamo di apporre un finale differente alla data dei documenti. Per un mese almeno, la data che saremo portati a scrivere porterà ancora l’anno 2008. Per molti più mesi ancora, la persona che porteremo a spasso dentro i nostri vestiti sarà la stessa del 2008. Non c’è verso, spero ve ne rendiate conto.
Una lista di buoni propostiti è pura utopia. Da qui, la mia lista. Che di buono non ha nulla. Che è solo il naturale prosieguo degli ultimi mesi. Che cambierà, se cambierà mai, un poco alla volta, col susseguirsi degli eventi.
Chiudermi in casa, ma non prima di aver cambiato casa. Il che diventa: cambiare casa e poi chiudermici dentro.
Ascoltare più musica classica. La musica dei giorni nostri è merda - in questo concordo con mia nonna. Farsi il culo e studiare musica.
Bere di più, ma senza stare male. Come ogni sport, è questione di allenamento.
In fondo, non vergognarsi di nulla. Ma se è d’uopo, far credere il contrario.
Dato che pensare a stare bene non serve, allora pensare a stare male (ci si accogerà del fatto che tutto sommato si sta meglio di quanto avessimo mai potuto pensare).
Non cambiare lavoro. Non cambiare città. Non cambiare amicizie.
Procurarsi una claque, che qualcunque stronzata si faccia sia sempre pronta ad applaudire.
Non fare più sesso, a meno che non si tratti di una cazzata fatta tanto per fare. Quindi, elaborare simpatiche teorie di fenomenologia sociale di cui bullarsi con gli amici. E se un briciolo di tristezza fa capolino, confidarsi con un amico solo. Indi riderne, ridere delle proprie debolezze, e buttarla in vacca. Andare a dormire sereni, e un pizzico imbarazzati.
Essere bravi a far incazzare le persone.
Lavorare con diligenza.
Pensare che siamo tutti nella stessa barca.
Di nuovo, non fare più sesso, a meno che non si sia sicuri che non ne nasca niente. E se ne nasce qualcosa di buono, concludere che non è il caso di andare avanti. E se non ne nasce nulla, sperare sempre che ne nasca qualcosa di buono, così, tanto per riempire con qualche pensiero romantico le serate in cui non si sa che fare.
Non piangere più (questo non è un buon proposito, è che davvero non piango più).
Accettare nuove richieste di amicizia (reale). Rifiutare nuove richieste di amicizia (virtuale).
Dire sempre di sì, e prendere tempo. Quindi capire cosa si vuole davvero. Se sì significa sì, proseguire allo schema successivo. Se sì significa no, battere in ritirata.
Non sentirsi mai obbligati a dare spiegazioni, neanche a se stessi.
Avere più attenzione verso le persone che sinora si è deciso per qualche ragione di snobbare, scegliendole a caso. Questo non è un buon proposito, è semplicemente una roulette russa. Quindi contare quante di loro aveva un senso snobbare, e quante no. Constatare la schiacciante vittoria del primo punteggio sul secondo.
Farla pagare a qualcuno.
Essere ingiusti con gli altri ma soprattutto con se stessi.
Farsi conoscere nell’intimo da poche e selezionate persone.
Rivolgere incondizionata ammirazione verso pochissime persone, dalle due alle quattro. Se sono di più, capire di avere un problema e risolverlo.
Non mettersi a dieta. Non comprare completini sexy. Non tagliarsi i capelli. Non farsi altri piercing né tatuaggi. Non seguire la moda. Depilarsi con coscienza.
Quando meno gli altri se lo aspettano, essere sorprendentemente sfacciati e generosi.
Provare un po’ tutti i pretendenti che dovessero affacciarsi all’uscio senza praticare selezioni. Non dire mai quello che si pensa. Chiudere tutte le storie senza offrire motivazioni, ma affrontando la cosa nel modo più veloce e naturale, ovvero scappando. Se proprio non si riesce a scappare, restare diffidenti a lungo.
Covare del confortante rancore.
Perdere tutto finché non si ha più niente. Se rimane ancora qualcosa di quel niente, perdere anche quello. Se rimane ancora qualcosina di quel qualcosa, perdere anche quello. Lasciar passare un mese, e rendersi conto che in realtà si è ancora pieni di cose. Lavorare su quelle.
Essere pavidi, essere vili.
Considerare la paura come inevitabile compagna di viaggio. Farci amicizia, offrirle un caffè. Chiederle consiglio. Quindi seguire il consiglio.
Non sperare mai in nessun premio.
Non fare l’agnello in mezzo ai lupi.
Se credessi nei buoni propositi direi: dimenticare molte cose. Ma è impossibile dimenticare da un giorno all’altro, e così dirò: non pensarci. La dimenticanza arriverà, prima o poi, nel modo più naturale.
E buon anno a tutti.
Tags: buoni propositi 2009

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[...] Read the original: Spropositi [...]
Una lista fantastica, complimenti.
Mi piace quello che scrivi e come lo scrivi.
Ho letto bene i tuoi propositi.
Solo una cosa in un mare di frasi belle e condivisibili.
Non siamo tutti sulla stessa barca. Secondo me. Ovviamente
Buon anno Tengi!
Credo che cercherò ugualente di mettermi a dieta.
Per il resto, si vedrà.
Sono a posto con il numero di persone che ammiro incondizionatamente; ho ancora un buon margine
Ciao, Buon anno
Bene, ci rivediamo nel 2010.
che bel post Tengi, sono commossa(infatti io non riesco più a non piangere….temo di avere un problema ai vasi lacrimali)
2009 resolutions
già il termine resolutions…essere risolutivi..propositivi..male non fa cercare di capire cosa cambiare di se stessi e cosa no.
il presupposto di esser pronti al cambiamento non è da tutti. evolversi e cercare di diventare la persona che abbiamo in mente..richiede un lavorio e uno sforzo continui. se però annulliamo questa possibilità cosa rimane?
tutto sempre uguale a se stesso
tengi la tua analisi ogni volta mi fa venire i brividi per la lucidità con cui riesci ad uscire ed entrare in te stessa.
in questi buoni spropositi però la mia tengi la vedo meno ironica..non vorrai mica lasciare l’ironia e il sorriso nel 2008??
Ehi! Sono finita sul tuo Blog da un link alla recensione di Gola Profonda su mentelocale.it… Già nutrita da una certa ammirazione per una donna che - cazzo - non solo non nega di aver mai visto un porno, ma addiorittura li recensice..
Come mi sei simpatica, sembra quasi di leggere me stessa nelle mie elucubrazioni mattutine. Ti seguirò, cara Tengi, per sentirmi in buona compagnia.
Hasta Luego (sopratutto Hasta)! Elena