- Credimi, è meglio per tutti e due.
- Lo so.
- Lasciamoci…
- … senza acredine.
- Sì.
- Ti voglio bene.
- Non insistere.
- Te lo prometto.
- Siamo stati molto bravi.
- Adesso la parte più difficile.
- …
- Lo sai…
- Beh, io pensavo di lasciarti Facebook.
- Beh, grazie.
- Blocco tutti te e tutti gli amici in comune.
- Per i primi tempi è meglio, sì.
- Oppure posso evitare di bloccarti, lasciarti visibilità solo degli status, e di poco altro. Le foto…
- Le foto meglio di no.
- Concordo. Gli amici in comune però li blocco, non voglio avere notizie.
- Lo farò anche io.
- Friendfeed lo chiudo.
- No! Non te ne privare, no!
- Posso operare un blocco selettivo anche qui.
- E se ci incontriamo per caso in qualche thread?
- Io non rispondo a te e tu non rispondi a me, ma tutti rispondiamo agli altri.
- Se lo ritengo opportuno penso che ti risponderò
- All’inizio sarà meglio evitare, potremmo fraintenderci. Se succedesse, non potremmo chiarirci.
- Allora facciamo che Friendfeed te lo lascio.
- Ma perché?!
- Ho paura che Friendfeed senza di te non avrà più senso.
- Ridicolo.
- Friendfeed è condivisione. Con chi condivido?
- Sarebbe stato meglio litigare. Lo avresti usato sempre per me, ma per vendicarti.
- Cosa me ne frega di far sapere a che ora mangio o se mi sono tagliato le unghie.
- Apri un nuovo account da single. Apri un nuovo te single. Oppure sclera. Oppure evitami. Oppure parla di gnocca a tutto spiano.
- Quando il dilemma riguardava solo le chat era facile, ci si bloccava e via. Ora ti posso bloccare ma tu ricompari quando parli con gli altri, e io ti leggo, ti leggo parlare, ti leggo vivere.
- Io vivo. Io ci sono.
- Lo so.
- Siamo stati molto bravi
- Dipendesse solo da noi, sapremmo come evitarci.


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Chapeu!
Smeerch, grazie, oramai non so più dove metterli tutti sti capelli!
Separazione duepuntozzero?
Ciao! Roberto
Eh. davvero. E’ che non dipende più solo da noi (non è terribile, anche?)
già.
Fail.
Bello
Strepitoso e inquietante.
Ci son volte che scrivo su facebook e penso a tutte le conseguenze che potrebbe avere l’essere letto da chi non vorrei leggesse quello che sto scrivendo.
Non è normale stare lì.
inquietante. e succede davvero.
(non a me, alle mie colleghe)
Una volta è successo a mio cugino, che subito dopo è morto.
Però, scherzi a parte (scusa Sara, era su un piatto d’argento) il “cerca di evitare tutti i posti che frequento e che conosci anche tu” non è cambiato granché da quando lo cantava Battisti: l’esperienza comunicativa globale è tutto sommato solo una mera illusione, il livello di attenzione e di consapevolezza mediamente non varia nemmeno nel passaggio ad altri media, nel succedersi delle generazioni. La natura umana ha un fondo di invariabilità, di costanza acronica.
In sintesi: Second Life è morto, Twitter è morto e anche FaceBook non si sente tanto bene
Eh sì, non ci salva più…
Molto carino questo dialogo!
Semplicemente fantastico il dialogo… c’è anche un libro “L’amore ai tempi di Facebook” con prefazione di Veltroni… pensa te….
mi vien da pensare che forse dipendiamo troppo dal web…
mha…
Tu ci scherzi ma è proprio così… drammatico.
geniale.
mi è successo e pure senza “constatazione amichevole”.
ancora peggio.