Archivio per settembre 2009

sabato è il gran giorno
saremo finalmente insieme in quel posto lontano e pittoresco
un po’ soffocante
un po’ freddo
circondato da montagne alte
il mio seno imperioso
vestito di maglina comprata per l’occasione
ti farà sospirare
e non mi dire che anche tu
che sei timido anche tu, come tutti gli uomini della rete
come tutti gli uomini in generale
non mi dire che anche tu, che stavolta non ci proverai
se ci provi lo vedrai
e sarà un di’ di festa
le montagne applaudiranno
gli amici fischietteranno
i flash scatteranno
gli uccellini sbatteranno le alucce
ma non per rendere omaggio a noi, bensì per riscaldarsi
eppure a noi sembrerà tutto vero
la natura in festa
la gente allegra
la lancia in resta
un bicchiere di vino
due chiacchiere tra amici
quattro panini
pomiciatina
blogger dimmi che ci sarai
sarò quella con lo sguardo attento
a cogliere le opportunità della rete
blogger dimmi che non scherzi
che le mie speranze non sono malriposte
che non farò un viaggio per nulla
con quel che mi costa
e tu blogger non fingere di non sapere che cosa ci vengo a fare
alla Blogfest
se abito lontano, se di rete non m’intendo, se alle conferenze m’addormento
non fingere di non sapere
qual è il mio intento
lo sai che dicono che pioverà
sai che novità
però io sto bene coi capelli umidi
un po’ selvaggia
con l’abbigliamento studiato
la pioggia non ci sorprenderà
blogger io te lo dico
sabato è il gran giorno
e io sono satura di attesa
e quando il giorno verrà
non più blogger bensì donna sarò
ma solo di notte
ma solo se piove
come aria che satura di vapore si trasforma infine in acqua
ma solo a determinate temperature
allo stesso modo io solo con te
che sei blogger
e solo se piove
che siamo a Riva
io condenso
raddenso
sbrino, finalmente
come in metereologia
arrivo al punto di rugiada
di notte

sabato è il gran giorno
è da un anno che aspetto
blogger cercami tra la folla di blogger
e riconoscimi una buona volta
sono quella col pass pieno di brina
prendimi per mano
e di notte portami con te a sentire il punto di rugiada

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Ci sono posti dove vai che non li vedi nemmeno.

Schiacci il pedale del freno, lo sguardo fisso sul monitor microscopico del navigatore che ti mostra una bandierina: “Arrivo”. Ti fermi, alzi la testa, e di fronte a te c’è il mare. Il navigatore visualizza una macchia grigia, ma nella realtà è verde, spumosa. Non ho il costume, l’ho dimenticato. Ho fatto la valigia col pensiero di andare in nessun posto in particolare. Non ci pensavo nemmeno, al mare.

Ci sono posti dove vai che non li vedi nemmeno, finché non arrivi.

Ci sono posti dove vai che non sai nemmeno dove stiano. Ma il navigatore ti aiuta ad andare, e questa mi pare già un’ottima cosa. Ti dice che di sicuro arriverai, tutto il resto però ce lo devi mettere tu. Ne sarò capace? Ci sono posti dove vai che un anno fa non ci avresti nemmeno pensato. E ora invece prendi e vai. “Se vuoi ti spiego la strada… ” “Non ti preoccupare”.

Ci sono posti dove vai quando il peggio è passato, ed è per quello che non ti importa se troverai un posto dove dormire. Non ti importa più, perché il peggio è passato, e non potrà essere peggio di un anno fa. ”Non è più compito tuo, ora, lascia perdere.” Ci sono cose di cui non ti importera più. Ci sono posti dove vai che chissenefrega cosa trovi al tuo arrivo. Quando sei pronto, vai.

Sono quei posti che se te l’avessero detto un anno fa non saresti partito, mai.

In questi posti dove vai ci sono cose che nemmeno pensavi di poter fare, eppure le fai. Un viaggio di notte, un bar all’una, i e i no, una passeggiata la domenica mattina che te lo giuro su Dio erano secoli, la ripartenza, una sosta e una casa nuova, un altro letto, non il tuo, non ancora.

Ci sono posti dove vai che non sono un posto solo, ma più posti. ”Solo i viaggi improvvisati seguono programmi perfetti. Tre tappe in due giorni. Mi fermo solo per un caffè, ma ci tenevo a vederti.” “Mi sei mancata, mi hai aiutato tu a scegliere la casa, è anche tua.” “Vieni a trovarmi tu, la prossima volta: io sono più pigra di te, eppure lo vedi, ora sono qui.”

Ci possono essere più posti distanti tra loro. Oppure lo stesso posto distante da se stesso, a un anno di distanza. Oppure sempre tu, distante anni luce. Di tutti i posti che hai visto, questi sono i più diversi. Sono quei posti che se te l’avessero detto prima non ci saresti andato mai.

Ci sono luoghi di te che non li vedi nemmeno, finché non prendi la macchina e ci vai.

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