Ci sono posti dove vai che non li vedi nemmeno.

Schiacci il pedale del freno, lo sguardo fisso sul monitor microscopico del navigatore che ti mostra una bandierina: “Arrivo”. Ti fermi, alzi la testa, e di fronte a te c’è il mare. Il navigatore visualizza una macchia grigia, ma nella realtà è verde, spumosa. Non ho il costume, l’ho dimenticato. Ho fatto la valigia col pensiero di andare in nessun posto in particolare. Non ci pensavo nemmeno, al mare.

Ci sono posti dove vai che non li vedi nemmeno, finché non arrivi.

Ci sono posti dove vai che non sai nemmeno dove stiano. Ma il navigatore ti aiuta ad andare, e questa mi pare già un’ottima cosa. Ti dice che di sicuro arriverai, tutto il resto però ce lo devi mettere tu. Ne sarò capace? Ci sono posti dove vai che un anno fa non ci avresti nemmeno pensato. E ora invece prendi e vai. “Se vuoi ti spiego la strada… ” “Non ti preoccupare”.

Ci sono posti dove vai quando il peggio è passato, ed è per quello che non ti importa se troverai un posto dove dormire. Non ti importa più, perché il peggio è passato, e non potrà essere peggio di un anno fa. ”Non è più compito tuo, ora, lascia perdere.” Ci sono cose di cui non ti importera più. Ci sono posti dove vai che chissenefrega cosa trovi al tuo arrivo. Quando sei pronto, vai.

Sono quei posti che se te l’avessero detto un anno fa non saresti partito, mai.

In questi posti dove vai ci sono cose che nemmeno pensavi di poter fare, eppure le fai. Un viaggio di notte, un bar all’una, i e i no, una passeggiata la domenica mattina che te lo giuro su Dio erano secoli, la ripartenza, una sosta e una casa nuova, un altro letto, non il tuo, non ancora.

Ci sono posti dove vai che non sono un posto solo, ma più posti. ”Solo i viaggi improvvisati seguono programmi perfetti. Tre tappe in due giorni. Mi fermo solo per un caffè, ma ci tenevo a vederti.” “Mi sei mancata, mi hai aiutato tu a scegliere la casa, è anche tua.” “Vieni a trovarmi tu, la prossima volta: io sono più pigra di te, eppure lo vedi, ora sono qui.”

Ci possono essere più posti distanti tra loro. Oppure lo stesso posto distante da se stesso, a un anno di distanza. Oppure sempre tu, distante anni luce. Di tutti i posti che hai visto, questi sono i più diversi. Sono quei posti che se te l’avessero detto prima non ci saresti andato mai.

Ci sono luoghi di te che non li vedi nemmeno, finché non prendi la macchina e ci vai.

8 Risposte a “Posti”
  1. Smeerch scrive:
  2. L'OSPITE scrive:

    …ci sono posti, ricorda, dove è necessario continuare ad andare. Puoi sentirti malvoluta alle volte, ma tu vai.
    Perchè in certi posti la tua presenza non sarà mai di troppo, forse all’ inizio, forse ogni tanto.
    Ci sono posti dove la tua presenza ha un senso.
    E quel senso glielo dai tu.
    Solo tu.

  3. stefigno scrive:

    Piaciuto too much :)

  4. LaVale scrive:

    e tra i vari posti non vogliamo ricordare la pietra mistica???

  5. S.B. scrive:

    E talvolta non c’è nemmeno bisogno della macchina..

  6. Why? scrive:

    è che serve tanto tanto coraggio per andarci… in quei posti.
    Che se non ci sei andato un anno fa è perchè non ce la facevi… un anno fa.
    Ma in un anno ne cambiano di cose.. si sa.
    A volte cambiano anche in un istante.
    e i posti stanno lì. Fermi. E aspettano che tu trovi il coraggio di andare. E di fermarti, stavolta.

  7. Jah scrive:

    Ho aperto un blog per scrivere minchiate in tutte le salse. Poi sono capitato qui per caso e ho capito che c’è gente che sa scrivere davvero. Complimenti! Jah

  8. laura scrive:

    cara Tengi se sei riuscita a partire e ad arrivare “in quei posti”, significa che sei sulla strada della guarigione. Ci sono posti in cui non avresti mai pensato di andare, in cui ti guardi fare cose che che non avresti mai pensato di fare, ti ascolti mentre rispondi a persone a cui non avresti mai pensato di rispondere. Sono dei posti che forse esistono solo per questo. Hanno una loro, seppur remota, utilità. Sono contenta per te. Mi permetto di segnalare alla prof. che essere chiamata “la laura” ha una sua ragion d’essere poichè ho genitori settentrionali e che ha ragione quando scrive che semper omo sembra il nome di un detersivo: scusa, scrivo in fretta e spesso “toppo”. Divago, perchè so che tanto in questo momento non ti arrabbierai. In questi momenti, in certi posti, tutto è come ovattato, rallentato, tutto si vive come in una specie di domi-veglia. Sei in coma vigile. Presto ti risveglierai e sorriderai di nuovo. Mi sento scema, ma ti voglio bene…. E non mi capita spesso. Ti abbraccio.

  • 1 January 1970 at 01:33 Smeerch
    Non so come dire: a te dovrebbero dare molti soldi in cambio di questi post.
  • 1 January 1970 at 01:33 tengi
    così mi compro una macchina nuova :)
  • 1 January 1970 at 01:33 v per vitzbank
    no, prima mi ci porti a passeggio per milano (la storia della parità dei sessi) e poi la cambi :)
  • 1 January 1970 at 01:33 tengi
    scherzavo, quella che ho ora durerà ancora per mooolto tempo.
  • 1 January 1970 at 01:33 PICCHU
    bello

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