2010 due mila e dieci
due mila e dieci
e dieci e mila
e due
e mila e dieci
e dieci
e due e mila
e dieci
e mila e due
e due
e mille e più mila - di dieci
e dieci e più dieci - di mila
e dici e ridici
- e non dici poi male -
ma dici e poi ciccia
dici dici e poi non cicci
se dieci ne dici alla fine pasticci
tanto vale dir nulla
e uscir cogli amici
mila mila bella la pila
mila mila ne voglio di più
dieci su dodici lavoro in Perù
la pila non so ma la ciccia ce l’ho
quand’era la lira
col buon dieci mila
cinemino d’essay
e tra quei due ciccini
ci scappavan bacini
mo che c’è l’euro
col mitico deca
ci paghi un negroni
e vai fuori dai maroni
dell’anno che viene
son dodici i mesi
del lustro presente
i giorni duemila
da prendere al volo
per dire “son figo”
scappassero almeno
come i pesci dal retino
come dal cucchiaio il budino
invece stan lì a dirti “ciao ciao”
ci passi, li sfiori
manco il tempo che dici
me li son fatti amici
manco il tempo che dici
ho contato fino a dieci.


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Tengi, dopo un grande sforzo, con conseguente tentativo di ripresa, mi sembri un po’ giù di tono. Forse è colpa mia, forse sono stanca, forse non capisco, ma non mi sembri tu. Un abbraccio, Laura