In corsivo i propositi datati 2 gennaio 2009. Accanto la verifica.
Chiudermi in casa, ma non prima di aver cambiato casa. Il che diventa: cambiare casa e poi chiudermici dentro. Fatto, ma non mi ci sono chiusa dentro. Solo certi venerdì.
Ascoltare più musica classica. Farsi il culo e studiare musica. In progress.
Bere di più, ma senza stare male. Come ogni sport, è questione di allenamento. Ho bevuto meno ma meglio. Guadagnato in tonicità.
In fondo, non vergognarsi di nulla. Ma se è d’uopo, far credere il contrario. Vergognarsi non si è mai rivelato necessario. Da qui, nessuna vergogna.
Dato che pensare a stare bene non serve, allora pensare a stare male (ci si accogerà del fatto che tutto sommato si sta meglio di quanto avessimo mai potuto pensare). Ho pensato a stare bene, non è stato così difficile. Sono stata bene.
Non cambiare lavoro. Non cambiare città. Non cambiare amicizie. Fatto, fatto, e fatto.
Procurarsi una claque, che qualcunque stronzata si faccia sia sempre pronta ad applaudire. La mia claque sono stata io.
Non fare più sesso, a meno che non si tratti di una cazzata fatta tanto per fare. Quindi, elaborare simpatiche teorie di fenomenologia sociale di cui bullarsi con gli amici. E se un briciolo di tristezza fa capolino, confidarsi con un amico solo. Indi riderne, ridere delle proprie debolezze, e buttarla in vacca. Andare a dormire sereni, e un pizzico imbarazzati. Non fatto di non farlo più, non fatte troppe cazzate. Nessuna simpatica teoria, non mi vengono bene. Sì ho dormito serena, grazie.
Essere bravi a far incazzare le persone. Non ne ho avuto motivo.
Lavorare con diligenza. Oh sì (come vedete sono stata ben attenta a non scrivere “ottenere un aumento”).
Pensare che siamo tutti nella stessa barca. Non lo siamo, ma davvero non importa.
Di nuovo, non fare più sesso, a meno che non si sia sicuri che non ne nasca niente. E se ne nasce qualcosa di buono, concludere che non è il caso di andare avanti. E se non ne nasce nulla, sperare sempre che ne nasca qualcosa di buono, così, tanto per riempire con qualche pensiero romantico le serate in cui non si sa che fare. La lotta contro i mulini a vento mi affascina sempre. Ma non ho avuto tempo di fare pensieri romantici.
Non piangere più (questo non è un buon proposito, è che davvero non piango più). Beh, questo non aveva proprio senso.
Accettare nuove richieste di amicizia (reale). Rifiutare nuove richieste di amicizia (virtuale). Sì, sì.
Dire sempre di sì, e prendere tempo. Quindi capire cosa si vuole davvero. Se sì significa sì, proseguire allo schema successivo. Se sì significa no, battere in ritirata. Fatto. E alla fine non mi sono mai tirata indietro.
Non sentirsi mai obbligati a dare spiegazioni, neanche a se stessi. Fatto.
Avere più attenzione verso le persone che sinora si è deciso per qualche ragione di snobbare, scegliendole a caso. Questo non è un buon proposito, è semplicemente una roulette russa. Quindi contare quante di loro aveva un senso snobbare, e quante no. Constatare la schiacciante vittoria del primo punteggio sul secondo. Eliminato molti preconcetti. Scoperto cose interessanti. Non ci sono vinti, né perdenti.
Farla pagare a qualcuno. Me ne sono dimenticata.
Essere ingiusti con gli altri ma soprattutto con se stessi. Eh no, cara mia.
Farsi conoscere nell’intimo da poche e selezionate persone. Come sempre, del resto.
Rivolgere incondizionata ammirazione verso pochissime persone, dalle due alle quattro. Se sono di più, capire di avere un problema e risolverlo. Rivisto completamente i criteri per l’ammirazione. Alla ricerca di nuovi modelli.
Non mettersi a dieta. Non comprare completini sexy. Non tagliarsi i capelli. Dieta sì, completini uno, capelli a posto. Non farsi altri piercing né tatuaggi. Non seguire la moda. Depilarsi con coscienza. Fatto tutto.
Quando meno gli altri se lo aspettano, essere sorprendentemente sfacciati e generosi. Sfacciati non mi è riuscito. Generosa sì.
Provare un po’ tutti i pretendenti che dovessero affacciarsi all’uscio senza praticare selezioni. Non dire mai quello che si pensa. Chiudere tutte le storie senza offrire motivazioni, ma affrontando la cosa nel modo più veloce e naturale, ovvero scappando. Se proprio non si riesce a scappare, restare diffidenti a lungo. Sono rimasta diffidente verso persone del passato. Incondizionata fiducia nei confronti di chi conosco appena.
Covare del confortante rancore. Confortante.
Perdere tutto finché non si ha più niente. Se rimane ancora qualcosa di quel niente, perdere anche quello. Se rimane ancora qualcosina di quel qualcosa, perdere anche quello. Lasciar passare un mese, e rendersi conto che in realtà si è ancora pieni di cose. Lavorare su quelle. Still working.
Essere pavidi, essere vili. Non ne ho avuto l’occasione.
Considerare la paura come inevitabile compagna di viaggio. Farci amicizia, offrirle un caffè. Chiederle consiglio. Quindi seguire il consiglio. Fatto. Ma non ho seguito il consiglio.
Non sperare mai in nessun premio. Fatto.
Non fare l’agnello in mezzo ai lupi. Fatto.
Se credessi nei buoni propositi direi: dimenticare molte cose. Ma è impossibile dimenticare da un giorno all’altro, e così dirò: non pensarci. Il segreto è: andare a dormire quando si è troppo stanchi per rimuginare. Consiglio valido per chi non soffre di insonnia. Spesso capita però che certe cose scappino fuori ugualmente, nei sogni. Il segreto è: alzarsi abbastanza tardi da non aver tempo di rimuginare. Consiglio valido per chi deve correre in ufficio.


Articoli (RSS)
Molto bello. Spero che nel 2010 tu riesca a scrivere di più. Buon anno.
Direi che va meglio. Denota una certa capacità di reazione. Tengi. ricorda: solo chi cade si rialza. Sono vecchia, ci sono passata tante volte. Alla fine ho vinto io. Il mio motto è stato: VENDERE CARA LA PELLE. Pensavo che sarebbe stata comunque una sconfitta, inevitabile. Invece ho vinto…. Può accadere. Buon 2010, Tengi.
Queste domende mi hanno messa a nudo e al muro. Per metà non so rispondere e per l’altra metà mi vergogno a farlo. Direi che c’ho molto su cui lavorare nel 2010…. BUON ANNO TENGI….sta bene la foto nella tua casetta nuova?